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2009
07 |
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ai cuore Nano REc e amici. |
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Alle 7 doveva iniziare tutto.
Il programma diceva così.
Alle 5 ero già in agitazione:
“Dobbiamo partire,
magari ci perdiamo qualcosa,qualcuno,una qualunque figata”.
Avevo grosse aspettative sul Guilty Festival.
Ho sempre grasse aspettative sulla “Nano Rec” a dire il vero.
Location: Centro sociale Rivolta.
Poche persone all’inizio.
ma le 7 sono un orario strano,balordo per le feste.
Beviamo “qualche” drink,
Esploriamo il giardino e i locali pieni di scritte
provo i cessi con la catenella,
assaggiamo la pizza dei cuochi rossi.
A non so quale ora, finalmente inizia Dj Color.
Sicuramente in ritardo.
Suonare davanti a centinaia di persone credo possa essere emozionante,
ma riempire una pista –prima- vuota,
dev’essere molto meglio.
Un set da paura,
CHAPEAU Color!
Nulla da invidiare al grande capo Spiller e all’ospite d’eccezione Breakbot.
La serata è continuata con toni croccanti.
Spiller,
in un delirio di sorrisi,
ci ha sollazzato con un set saporito e saltellante.
Condito infine dall’incursione hip hop di Bassi Maestro.
Un mito per noi generazione anni 80.
Uno di quelli di cui almenoalmeno devi conoscere il nome.
Qualunque genere musicale tu possa favorire:
è cultura di genere.
“L’inno Nano” reppato live.
Mi sono sentita quasi in imbarazzo senza cavallo basso e new-era in testa.
Su Breakbot non molto da dire,
fenomenale –naturalmente- ma personalmente nulla di sconfinferante.
Forse anche perché solitamente ED banger = Bomba!
Le aspettative troppo alte non sono mai utili.
Poi eccoli:
EMPEROR MACHINE.
Avevo ascoltato dei pezzi,
mi avevano anche gasato,
Non capivo la scelta più che altro.
Perché loro e non altri?
Perché degli inglesi?
poi tutto è stato tutto chiaro.
Non vi so dire quanto hanno suonato.
Sudore,
voce roca,
batteria
bassi che ti tremano le ginocchia.
Grandiosi.
Chiusura di serata ancor più sudata con i locals:
Two Guys in venice.
Scenografici con il pelo e il petto nudo di mr Zanetti e la faccia serafica e concentrata del suo compagno,Carlo.
Allestimenti da paura,
sorrisi e gentilezza dietro i banconi dei bar,
anche alle 3.
Drink a prezzi giusti
Atmosfera davvero calda,
amichevole,
coinvolgente.
Ancora una volta bravi.
Clap clap clap per Nano rec & Friend.
La signora Barattolo
A breve :
Gallery e intervista ai Croccanti amici di Nano and Friends….
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2009
06 |
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FIXED IS SEXY |
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Carambolesca anche oggi.
La pioggia non vuole proprio mollare.
Parto in ritardo, accompagnata da fedele compagna : la Pez.
Un nome, un programma.
Guida lei,
lei Vicenza la conosce (sostiene).
Risultato?
45 minuti a vagare per il centro.
EATCAR RACE II.
Dopo aver fatto una decina di scatti alla partenza,
(che abbiamo trovato per Pura fortuna)
voliamo in arrivo.
Tentiamo almeno.
E ci perdiamo.
ecco i nostri 45 minuti.
Parcheggiamo rischiando la morte.
Arco delle Scalette:
100mila scalini,un po’ di salita.
Eccoci!
L’ARRIVO.
Se stavo per crepare io,chissà loro.
Il percorso non è affatto semplice.
Circa 35 km all’interno di Vicenza e circondario.
Check point e punti da ritrovare:
una specie di orientiring con la bici.
Con la "scattofisso",scusate.
Mappa, caschetto, fiato, buona volontà:
questi gli elementi necessari
+
più una scheda da compilare :
4 postazioni in cui recuperare un tagliandino
“qui sei stato!”(=1 tagliando,1 checkpoint)
e Stickers con degli animali.
Tipiche prede da gatto:
un Pesce
un pennuto
e un topo, naturalmente.
i primi, lasciati dentro un canotto in un fiume.
i volatili, appesi agli alberi
e i topi, a contornare i profili del canile di vicenza dove i ragazzi sono sfrecciati.
Il tutto da recuperare nel minor tempo possibile.
Partecipanti scatenati,
all’arrivo belle facce,sfinite.
l'ambito premio?
200 euro di tatuaggio
..da aggiungere probabilmente alla serie già presente.
I.
Date un occhio alla gallery:
Visi,bici,tatuaggi e sudore.
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2009
06 |
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Cmyk: Fiera Full-color-istica: il Bordellino |
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20 giugno 2009
Molta sfortuna per questo party organizzato dal Brandshoes Cmyk.
Un freddo cane, pioggia che inizia a smette senza dar tregua ai poveri festaioli campeggiatori che si sono organizzati per dormire lì e a noi che speranzosi,arriviamo da tanto lontano.
I bar che vengono chiusi anzitempo lasciandoci senza il bicchiere della staffa.
File di personaggi con capellino di traverso e tshirt multicolor che, arrabbiati, chiedono l’ultimo drink.
Lasciati senza l’ultimo vodka-redbull della serata, quello che il giorno dopo ci malediciamo d’aver bevuto ma a cui non rinunciamo mai.
Ma come si sa, le feste molto spesso non funzionano solo grazie a djs capaci e folle scalmanate.
È la gente che fa la festa.
Al Cmyk una cosa apprezzabile è stata proprio l’atmosfera infatti:
la gente era lì, non solo per i djs proposti, Color (Nano rec) e Allo (la valigetta), ma per rivedersi.
Per incontrarsi.
Sembrava di essere ad un party in montagna quelli dei “dopo-contest”.
E non lo dico per ironizzare sulla temperatura polare:
quasi tutti i presenti sembravano far parte di una grande famiglia, quella degli snowboarders e se non appartenevano a quel gruppo, erano personaggi del mondo della tavoletta su ruote, skaters quindi.
Nessuno si è fatto scoraggiare dalle condizioni meterologiche e dalla mancata disponibilità della struttura che ospitava l’evento.
Si è festeggiato fino alla fine.
Finchè non ci hanno pregato di andarcene, finchè non ci hanno spiegato che era ora di levar le tende o di dirigersi verso la propria.
L’ultima ora è stata letteralmente un delirio:
un po’ la rabbia di vedersi portar via il fine serata, un po’ l’energia rimasta nell’aria dopo che qualcuno ha ben pensato di staccar le spine alla consolle e lasciarci tutti con le gambe ancora saltellanti, molti hanno deciso di scatenarsi “definitivamente”.
Gente che saltava, urlava, rideva e gente che senza alcun apparente motivo ha addirittura deciso di spogliarsi.
Voglia di far casino, di far “bordello”, come ho sentito dire da tanti.
“Non ce lo fate fare?”
E noi ce ne freghiamo e che “bordello sia”.
E così è stato alla fine.
Nonostante tutto.
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2009
06 |
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BELLI DENTRO ESTIVO: “WHO MADE WHO”. |
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Nonostante non vi sia un report fotografico, trovo giusto spendere almeno un paio di parole sul primo appuntamento estivo dei “Belli dentro”.
Ok, magari più di un paio di parole.
Arrivo a Forte marghera sotto un delirio d’acqua (ma quanta pioggia ho preso questo weekend?).
Immagino di trovare un parcheggio vuoto, un locale deserto e ancor prima di arrivare mi maledico per la scelta fatta ed invece..beh..ecco la sorpresa..
Parcheggio pieno, Locale stipato, gente super entusiasta del concerto e vogliosa di tirare avanti fino al mattino.
Potevamo mancare?certo che no.
Io purtroppo sono arrivata tardi, ascolto in verità solo tre pezzi di questo gruppo, canzoni che però mi lasciano la curiosità appiccicata addosso.
Tanto che appena torno a casa alle 6 di mattina, li metto in download sul mio computer.
http://www.myspace.com/whomadewhomusic
Sono dell’estremo nord (danesi) sapevo che non avrebbero potuto deludermi.
I dj set che seguono il concerto (con Spiller, Glitch e i 2 Guys in venice) sono come al solito esaltanti ed io, saltante come sempre.
La pioggia non fa demordere nessuno anzi! Quasi aiuta la situazione portandoci a ballare tutti vicini, sotto il palco coperti dalla pioggia che si fa sempre più incazzata.
Anche questa volta i “Belli” non hanno fallito.
Atmosfera top, gente felicissima e noi che rimaniamo finchè un grossissimo buttafuori non ci chiede letteralmente di “levarci dai coglioni”.
Odio la gente maleducata e non fosse stato un omone di 100 kg avrei provato anche ad arrabbiarmi.
Per maggiori informazioni:
http://www.myspace.com/belli_dentro
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2009
06 |
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Missione Pitti: Firetrap e Nocurves VS RollingStone |
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Non ho più nessun dubbio: Firenze è sicuramente una delle città più calde in assoluto.
Arrivo in treno partendo ad un orario improponibile, reso ancor meno proponibile da una serata che (al solito) si è prolungata più del dovuto.
Felicissima, con un sorriso che mi taglia a metà la faccia stanca.
Truccata di tutto punto, vestita come si deve:
“Insomma! Stiamo andando al Pitti non posso mica sfigurare”.
Giunta in stazione capisco immediatamente che tutta la perfezione che ho regalato al mio viso durerà solo i 900 metri che separano la stazione di Firenze dalla Fortezza, location Del “Pitti Immagine Uomo” per l’appunto.
37 gradi, non vi dico altro: sudore allover.
Ad aspettarmi all’entrata della fiera c’è il nostro “Nocurves”.
Barbetta quasi bionda, parlantina milanese sciolta e un capello di paglia.
Quando mi avevano parlato di “artista”, non avevo potuto fare a meno d’agitarmi: già mi vedevo il solito montato con tendenze egocentriche e arroganti.
Ed invece NoCurves è la disponibilità fatta uomo.
Mi spiega il progetto sin nei minimi dettagli (credevo) e mi accompagna allo stand di Firetrap, un brand inglese, di cui oggi è testimonial.
Qui dentro si respira finalmente!
Giustamente gli interni del Pitti vantano dell’ottima aria condizionata per evitare l’isteria da capello sudato ed ascella pezzata.
Qui sembrano tutti super impegnati.
Sono decisamente fortunata, e i ragazzi di Firetrap, sono un team di persone deliziose e premurose.
Quando Ale, Brand manager Italia, m’informa che la cover di Rollingstone che NoCurves deve customizzare è all’esterno dei padiglioni (=sole+caldo!!!argh!!!), comincio a pensare che tutta quella gentilezza avrebbe dovuto insospettirmi.
Il progetto che siamo qui per documentare infatti, è una collaborazione tra Rollingstone e Firetrap culminante nella performance di Nocurves.
Una cover sovradimensionata, bianca di Rollingstone.
Una borsa colma di rotoli di nastro adesivo nero e rosso.
Forbice e taglierino, gli strumenti.
La mano esperta di chi ha fatto della sua passione un lavoro.
Nocurves in otto ore darà vita alla sua opera proprio sulla copertina della famosa rivista:
lo scontro tra un poliziotto dotato di lungo e corposo manganello e un rocker con l’aria incazzata brandente una chitarra elettrica.
Il tutto fatto con del nastro adesivo e senza l’utilizzo di nemmeno una curva , come immagino abbiate potuto intuire dal suo nome.
Il Rocker ha sicuro le peggiori intenzioni.
La giornata è interminabile.
Il nastro adesivo appiccica perché credo si stia fondendo.
Passa 1 ora.
poi 2,3,4 ore.
Nocurves beve decine di bottigliette d’acqua e finisce ustionato.
Ma alla fine, terminiamo.
Ups!
Finisce volevo dire.Ho la tendenza a farmi prendere.
E lì arrivano le buone notizie.
A premiare noi e le nostre fatiche, arriva Rollingstone con la sua festa.
Super privata, party in piscina mi dicono.
Ovviamente potevo dire di no?

Corro in hotel, pit-stop in doccia, trucco alla velocità della luce, taxi e via.
Mi accompagnano alla famigerata festa.
Il posto è stupendo e cosa ancora più stupenda, la festa è sponsorizzata da Bombay!
Un giardino di una casa privata, chiacchere bisbigliate sulle sedie sdraio, gente che si osserva, c’è un sacco di solennità nell’aria.
Non me l’aspettavo.
Io e Nocurves decidiamo che forse è il caso di ravvivare la situazione.
Tutto così tranquillo, ma non è la festa di un magazine rock…?
Il “Bombay Bramble” diventa la nostra nuova passione e dopo un paio di quelli, i baristi i nostri nuovi migliori amici.
Poi solo ricordi confusi.
Nella piscina ci sono delle meduse galleggianti e luminescenti: ne ho desiderata una immediatamente.
La voglio,la voglio e la voglio!
Da sobria (forse) avrei calcolato la distanza tra il bordo e quella medusa tutta sbrillucicante.
E invece…Voilà:
Splash!
Eccomi totalmente vestita piombare in piscina.
Rido come un’idiota e tutti che mi guardano.
Il direttore del magazine, le 2 signore bon ton, il dj dalla sua consolle.
piscina con fluo-meduse e gin:ottima accoppiata,risultato prevedibile.
Fradicia, trucco colato, scalza saluto tutti.
Ringrazio sorridente e mi dirigo all’uscita.
Domani sicuro sicuro che la redazione di Rolling si ricorderà di noi.

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2009
06 |
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Buon giorno mondo! |
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Da oggi parte un upgrade.
Da oggi vogliamo darvi di più
e ci mettiamo a scrivere.
Non solo frammenti di serate colorate da luci di discoteche e volti alterati dal gin-tonic di troppo.
Facce sconvolte, deliri da djset e sorrisi a 114 denti.
Ora siamo pronti.
Vi terremo aggiornati sui nostri movimenti.
Dove siamo, cosa facciamo.
una specie di “diario di bordo” per spiegare a Voi, dove siamo stati Noi.
Cosa abbiamo visto.
Cosa ci ha colpito.
Cosa pensiamo che voi dobbiate assolutamente vedere.
Siamo pronti per cominciare a parlarvi.
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